Galluccio

Il piccolo centro di Galluccio comprende vari nuclei sparsi in uno scenario naturale di straordinaria suggestione.

La più antica testimonianza è un graffito di probabile epoca protostorica, rinvenuto sull’architrave naturale di una piccola grotta che, insieme ad altre simili, costituisce il sistema noto come “Sette camerelle”.
Fondata dagli Ausoni, a partire dal IV secolo a.C. è abitata dai Romani; risale a quest’epoca un tratto di muratura di particolare rilievo in opus siliceum, databile alla fine dell’età repubblicana. La costruzione è da interpretare come ciò che resta di un’antica opera di terrazzamento realizzata per fini rustici o sacrali.

Nel corso dei secoli, il territorio di Galluccio è scenario delle scorrerie dei Saraceni, fino ad entrare, nel 915, a far parte dei possedimenti dei principi di Capua. L’ultimo feudatario è il duca di Calabritto che viene spodestato nel 1806, anno a partire dal quale il comune diviene terra di briganti.

Di particolare interesse è il Castello di Galluccio, un tempo caratterizzato da un’ampia cinta muraria turrita, alla quale nel corso dei secoli sono state addossate strutture abitative. All’interno delle mura sorge la Collegiata di Santo Stefano, maestosa struttura del secolo XVI, dove all’interno è possibile ammirare la “Lapidazione di Santo Stefano”, opera di uno degli allievi più dotati di Luca Giordano. Nei dintorni di Galluccio si trovano numerose altre chiese di minore interesse.