Un pò di storia

Nonostante si conosca poco o quasi nulla delle civiltà che hanno abitato la regione settentrionale della Campania, è evidente che i territori del Parco Regionale Roccamonfina – Foce Garigliano siano stati condizionati e plasmati nei secoli da differenti influenze storico-artistiche e culturali.

In particolare, si suppone che nel periodo preromano compreso tra il VII e l’VIII secolo a.C., questi territori siano stati abitati dal popolo degli Aurunci, di cui resta traccia in alcuni ritrovamenti di suppellettili tombali a Suessa (Sessa Aurunca) e di fondazioni di capanne a Cales (Calvi Risorta).

Alcuni studiosi hanno ipotizzato che l’antico insediamento si trovasse tra il Monte Frascara e il Monte S. Croce, nel territorio di Roccamonfina, su un colle detto oggi Orto della Regina: i resti delle mura megalitiche ne sarebbero la testimonianza.

Nel IV sec. a.C., il massiccio popolamento dei Romani in Campania portò alla scomparsa del popolo aurunco, alla distruzione totale dell’antica città ed alla costruzione di numerose colonie.

La maggior parte dei castelli, delle rocche, dei palazzi e dei monasteri intorno cui sorsero i borghi che oggi possono essere ancora visitati, appartengono al periodo medievale.

Nell’XI secolo si insediarono sul versante settentrionale del vulcano i monaci Benedettini, provenienti dall’Abbazia di Montecassino, che intrapresero un’intensa attività di disboscamento e di coltivazione dei loro possedimenti. In questi territori, da sempre afflitti dal problema del brigantaggio, si costituì in età napoleonica, un ceto di fittavoli e di piccoli proprietari terrieri che facevano leva sul decreto di “eversione” della feudalità.

L’unità d’Italia, alla cui lotta i popoli di questa regione presero attivamente parte, innescò un processo di miglioramento sociale interrotto bruscamente dalla seconda guerra mondiale al punto da trasformare i campi coltivati in campi di battaglia e i paesi furono devastati dalle distruzioni belliche i cui segni permangono ancora oggi.