Da Cescheto alle mura megalitiche

quota inizio sentiero 500 m s.l.m.m.
quota fine sentiero 950 m s.l.m.m.
dislivello 450 m
lunghezza itinerario 2,5 km circa
tempi di percorrenza in salita: 2 ore circa
in discesa: 1 ora circa
difficoltà medio alta
flora castagno, cerro, carpino, macchia mediterranea, acero, ginestra, felce, biancospino, orchidea, giacinto, croco, ciclamino, anemone, geranio sanguineo, asfodelo.
fauna volpe lepre, cinghiale, moscardino, ghiro, rampichino, upupa, civetta, poiana, picchio muratore.

Il percorso che da Cescheto giunge sino alle Mura Megalitiche offre uno scenario idilliaco del Parco. Infatti, il paesaggio è tipico dei boschi di castagni da frutto, con grandi e antichi esemplari ricchi di cavità dove upupe, civette, picchi muratori, moscardini e ghiri trovano rifugio.

Dalle porte di Cescheto si percorre una piccola strada che conduce, dopo un bivio, all’imbocco del sentiero, sulla destra. Lungo il cammino si scorge la sagoma del Monte La Frascara (detto anche “Cortinelli”) e, volgendo lo sguardo all’indietro, non si può fare a meno di notare il panorama naturalistico della rigogliosa piana del Garigliano. 

La catena del Massico si erge maestosa e imponente nel paesaggio. Alcuni studi ipotizzano che essa fosse un’isola nel Mar Tirreno prima delle eruzioni del vulcano di Roccamonfina e che si fosse saldata successivamente al continente, nel lato settentrionale, dalla formazione del vulcano stesso. In seguito, i banchi di tufo e i coni di deiezione del Garigliano e del Volturno le hanno conferito l’aspetto attuale.

Il corso del fiume ne costituisce il limite geologico: per un lungo tratto, infatti, rappresenta una linea di demarcazione tra i sedimenti delle pendici meridionali della catena degli Aurunci e i depositi eruttivi del Vulcano di Roccamonfina. 

Proseguendo oltre, il percorso diventa più ripido e offre pittoresche vedute sul borgo di Cescheto e sul resto della piana del Garigliano. Dopo una serie di tratti in salita, si giunge in un’area da cui è possibile scorgere lo scenario della caldera e del Monte Santa Croce per giungere, infine, nei pressi di una sterrata e procedere, attraverso un’antica strada basolata, verso una graziosa piazzola.

Il sentiero che si diparte da qui, costeggiato da palizzate in legno si sviluppa proprio lungo le pendici del Monte La Frascara e procede tra la florida macchia mediterranea, i robusti castagni e gli alti asfodeli, conducendo in pochi minuti sino alle antichissime Mura Megalitiche (VI-IV secolo a.C.). I castagni secolari, fondamentali per l’economia rurale della zona, accompagnano il visitatore lungo l’intero percorso.